SAINT PATRICK’S DAY

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Ogni anno, il 17 marzo, l’Irlanda si tinge tutta di verde e con una festa nazionale celebra il suo patrono, San Patrizio. Inizialmente concepito in un unico giorno, oggi il St. Patrick’s Festival si estende nell’arco di una settimana e attira un pubblico internazionale sempre maggiore: non solo irlandesi di nascita, ma anche tutti coloro che si sentono in qualche modo Irish nel cuore.

Le manifestazioni più spettacolari si svolgono a Dublino e durano dal 14 al 18 marzo: da non perdere la coloratissima Parade con carri, musicisti, maschere e artisti di strada, che parte alle 12 del 17 marzo da Parnell Square e attraversa la città arrivando fino alla St. Patrick’s Cathedral.

untitledDurante tutto il festival, la sera, si possono ammirare i principali monumenti di Dublino illuminati di verde. Anche nell’Irlanda del Nord, proprio in quel lembo di isola che è chiamato “St Patrick Country”, custode della tomba e di molti altri cimeli del Santo, si svolge un festival molto sentito in omaggio al Santo patrono. Il St. Patrick’s Day comunque non si festeggia solo in Irlanda ma anche in tutte le comunità irlandesi sparse nel mondo, Italia compresa.

Donne di … Cuba

donne-vecchia-avana-che-fuma-i-sigari-cubani-23711990Per le strade di Trinidad de Cuba si incontrano di frequente donne del paese che producono sul posto prodotti di artigianato locale come sigari, tessuti, manufatti in legno e vimini da vendere sulle bancarelle dei mercatini.

Oltre a queste piccole occupazioni bisogna dire che le donne cubane hanno saputo trasformarsi negli ultimi decenni incrementando notevolmente il loro inserimento nella vita socioeconomica della nazione. Nel settore pubblico, che a Cuba costituisce la parte più consistente dell’economia, oggi rappresentano il 44% della forza lavoro presente.

25444b0323La donna cubana negli ultimi anni si è conquistata un ruolo sempre più rilevante in società. Un dato sempre più significativo è l’alta partecipazione femminile alla vita politica del Paese, e allo stesso tempo, in molti casi sono le donne a farsi carico del sostentamento della famiglia.

Purtroppo però la carenza nei trasporti e di beni materiali dovuti all’embargo imposto dagli Stati Uniti in tutti questi anni, hanno provocato la chiusura di diverse scuole e asili. Per questo motivo, molte donne sono state costrette a limitare le proprie attività lavorative per fornire l’assistenza necessaria ai propri figli.

Donne in … Cambogia

untitledIn molte famiglie cambogiane le uniche produttrici di reddito sono le donne, anche se gli uomini detengono effettivamente il monopolio di tutte le posizioni di potere, sia a livello famigliare sia a livello politico.

Anche nelle realtà più povere delle tipiche abitazioni a palafitta lungo le rive del Mekong, dove si affollano molte famiglie scappate dalla guerra, si incontrano situazioni di questo tipo. Non è raro vedere donne giovani o anziane sedute davanti al telaio intente nella produzione di prodotti da vendere ai turisti o nei mercati che spesso rappresentano l’unico ingresso economico della famiglia.

Huy Mai and son Ann Samnang Taman Village, Odday Meanchey Province, Phnom Penh March 16, 2011

Nonostante la formale eguaglianza giuridica, nella realtà le donne vivono ancora in condizione di inferiorità rispetto all’uomo. Negli anni ’90 sono state approvate leggi contro la violenza domestica e la tratta delle donne che hanno sicuramente migliorato la situazione dal punto di vista giuridico. Sono sorte anche le prime organizzazioni di self-help, per aiutare le donne vittime delle violenze in casa, nei luoghi di lavoro, rapite e vendute al mercato della prostituzione. Un fenomeno assolutamente singolare, invece è quello della violenza tra donne: per risolvere “contese sentimentali” è frequente il ricorso all’acido per sfigurare la rivale. Sono numerosi i casi di mogli che usano l’acido contro l’amante del marito o di amanti contro la moglie del proprio amante!

Donne in … Vietnam

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In alcune zone montagnose nel Vietnam del nord vi sono minoranze etniche che mantengono vive le loro tradizioni. Tra le particolarità spiccano la ricchezza dell’abbigliamento e le varie usanze delle donne. I colori, i tessuti e le capigliature sono ricchi di significati spesso incomprensibili ai nostri occhi. Una di queste è la laccatura dei denti con smalto nero, rituale che ha assunto significati differenti tra le etnie e a seconda dei momenti storici. Spesso è segno di fedeltà al marito, durante la guerra invece è stato praticato anche in città per rendersi meno attraenti agli occhi dei militari ed evitare di subire violenza.

vietnam_a5xmt_T0Nel sud est asiatico, il traffico delle donne è un problema che sta assumendo dimensioni impressionanti. La rotta principale è verso la Cina ed è dovuto a due principali motivi: la differenza di sviluppo tra i due Paesi, che spinge le donne a trasferirsi nella speranza di trovare una vita migliore, e la politica del figlio unico cinese che ha portato ad una sproporzione esorbitante di nascite maschili rispetto a quelle femminili (le bimbe femmine infatti venivano uccise da piccole o le gravidanze venivano interrotte), incrementando la domanda di donne sul mercato della prostituzione.

 

Donne in … Bolivia

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In Bolivia vive la più alta percentuale di popolazione indigena di tutto il continente sudamericano; infatti il 50% della popolazione discende dagli aymaras e quechuas, i due gruppi etnici più numerosi tra i 36 gruppi che tutt’ora popolano il paese.

Le donne aymara, chiamate spesso cholitas, portano cappelli a bombetta ( da un lato se sono single e in centro se sposate) e ampie gonne chiamate polleras costituite da diversi strati di stoffa sovrapposti e numerose sottovesti che tendono a far apparire le donne in sovrappeso.

04544_3La Bolivia è uno dei Paesi dell’America Latina con il più alto tasso di mortalità materna ed infantile dovuto alla povertà e alle scarse condizioni igienico-sanitarie che incidono fortemente sullo stato di salute della popolazione. Mancano i servizi e la mortalità aumenta soprattutto nelle aree rurali e tra la popolazione indigena. La maggior parte delle donne in gravidanza non riceve nemmeno una visita medica prima del parto e non partoriscono in una struttura sanitaria. Per questo motivo ogni anno muoiono oltre 500.000 donne in gravidanza o per complicazioni durante il parto.

Mexico City, la città che affonda

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Una delle cose più divertenti, anche quando si viaggia, è imbattersi in curiosità e stranezze. Anzi, la ricerca di cose bizzarre può essere persino una molla per vincere l’inerzia e decidersi a partire.

Città del Messico per esempio affonda a una velocità di 10 cm all’anno, dieci volte più veloce di Venezia. La ragione? Beh, averla costruita sul letto cedevole di un antico lago, senza contare la presenza di numerose falde acquifere sotterranee! La città spagnola infatti è stata costruita prosciugando il lago dove era stata fondata dal popolo azteco. Non è stata però una bella idea, la discesa verso il basso la si può notare dai marciapiedi rotti, gli edifici storti e dai 23 gradini in più dell’Angel of Independence.

DSCF6590E’ inoltre evidente se si osservano i pavimenti di alcuni edifici. La vecchia cattedrale della Virgen de Guadalupe oltre ad avere una pavimentazione in pendenza nei secoli si è proprio staccata in due, una parte solidamente costruita sul lato della collina e l’altra sul vecchio letto melmoso del lago prosciugato.

DSC04499All’interno della Cattedrale di Mexico City, che è stata costruita dagli spagnoli dopo aver raso al suolo il Templo Mayor del popolo azteco, oltre a meravigliosi fregi, sculture e affreschi ci sono dei marchingegni che monitorano costantemente lo sprofondare della stessa Cattedrale!

Una città in bilico che la rende veramente particolare, come tutta la sua meravigliosa storia!

NONBASTALAFANTASIA PER RAGGIUNGERE DYNAMO CAMP

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Una risata può avere lo stesso effetto di un antidolorifico: entrambi agiscono sul sistema nervoso anestetizzandolo e convincendo il paziente che il dolore non ci sia” (Patch Adams)

“Seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino”, chi di noi non vorrebbe volare verso l’Isola che non c’è dove tutti i grandi possono tornare piccini!

Oggi vi voglio parlare di una vacanza che possiamo regalare su un isola speciale!

Per tanti giovani affetti da gravi patologie questa “Isola” è il Dynamo Camp, un luogo dove tornano ad essere bambini, un luogo di vacanza dove la vera cura è ridere e la medicina è l’allegria.

Dynamo Camp è il primo camp di Terapia Ricreativa in Italia. E’ appositamente strutturato per ospitare, per periodi di vacanza e svago, bambini dai 6 ai 17 anni malati in terapia o nel periodo di post ospedalizzazione. Si trova a San Marcello Pistoiese e il suo obiettivo è offrire svago, divertimento e far riacquisire fiducia in se stessi e nelle proprie possibilità. La vacanza a Dynamo Camp è completamente gratuita.

Tante attività creative ed espressive interpretate come una sfida personale, costruttiva e senza elementi di competizione. Il camp offre anche programmi nati per l’intera famiglia e programmi rivolti ai fratelli e sorelle sani, perchè purtroppo la diagnosi di una malattia non colpisce solo il bambino ma tutta la sua famiglia.

Per questi bambini andare a Dynamo Camp è più di una semplice vacanza, è una vera esperienza di vita!

Anche noi possiamo aiutare Dynamo Camp a regalare soggiorni con una donazione di 2 euro al 45509 fino al 29 Febbraio 2016.

Perchè purtroppo non basta la fantasia per raggiungere Dynamo Camp!

MONACO DI BAVIERA?! PERCHE’ NO?

monaco_di_bavieraIl “ponte” è quello che aspettiamo tutto l’anno, spulciando il calendario e contando i giorni rossi e le possibili combinazioni di mille fattori! Una piccola fuga, ok: “Fuggire si ma dove?”

Quando abbiamo un po’ più di giorni si puo’ pensare a capitali come Berlino, Praga o Amsterdam, io per Pasqua vi consiglio di pensare a Monaco di Baviera!

Recentemente è stata pubblicata la classifica delle città dove si vive meglio e Monaco si è piazzata al quarto posto, prima di lei solo Vienna, Zurigo e Auckland (Nuova Zelanda). La qualità della vita è molto alta e per cui è anche una città abbastanza cara ma credetemi che Monaco non è solo “Oktoberfest”.

Monaco di Baviera è così come la si immagina: piena di birra, di storia e cordialità. E’ l’altra capitale della Germania dove la modernità non ha spazzato via la tradizione.

Il centro storico è l’esempio concreto di come passato e presente facciano parte di un unico contesto: nella piazza centrale, si trovano l’Alte e il Neue Rathaus ( il vecchio e il nuovo municipio), il primo costruito intorno al ‘400 e l’altro risalente all’inizio del ‘900, l’architettura gotica ha dato a Monaco di Baviera una bellezza senza tempo.

Le strade della città hanno visto il passaggio di importanti personaggi della storia come Mozart che a Monaco cercò un lavoro presso la corte della famiglia Wittelsbach e al Papa Benedetto XVI che è stato arcivescovo della città.

Perdetevi nella città per visitare il Palazzo Reale, la Frauenkirche, il Deutsches Museum dedicato alla scienza e alla tecnologia, il giardino inglese è il polmone verde della città.

La strada che collega la centralissima Marienplatz alla seconda piazza di Monaco di Baviera, la Stachus, è il luogo dedicato allo shopping. In questa strada c’è tutto: centri commerciali e negozi di diamanti! Una delle cose più divertenti è passeggiare tra le bancarelle dell’Auer Dult, il mercatino delle pulci di Marienplatz: si svolge dal 1310 d.C ed ha una valenza storica di grande importanza.

Monaco è mercatini tutto l’anno, anche a Pasqua, troverete pan di zenzero, bratwurst e birra. Se anticipate la vacanza al 20 marzo vi troverete immersi nei festeggiamenti della grande festa della birra!

Buon week end!

Mal d’Africa

PERCHE’ A VOLTE UN VIAGGIO VA BEN OLTRE UN’ESPERIENZA DI VITA

Per alcuni giorni ho pensato con quale argomento iniziare questa nuova avventura, che come un grande viaggio che si inizia si conosce il percorso che devi affrontare ma non sai chi incontrerai e quali emozioni ti lascerà!

Allora ho avuto un’illuminazione e ho deciso di partire con l’inizio e la fine allo stesso tempo. Mi spiego meglio: l’Africa è stato il primo e l’ultimo continente che ho visitato. Nello specifico il Kenya che ho visto per la prima volta nel 2009 all’inizio delle mie avventure di viaggio e in ultimo a gennaio scorso.

E’ difficile spiegare il mal d’Africa, ma penso che si possa riassumere nel desiderio irrefrenabile di spazi infiniti e di totale libertà, scoperta di un continuo rapporto sorprendente con la natura e le persone che si incontrano.

Seguendo questo concetto ogni luogo che dia senso di pace, libertà e rapporto con la natura è papabile per procurarci un piacevole “male”!

Quindi a mio avviso anche una passeggiata nelle nostre belle montagne o una scogliera a picco sul nostro straordinario mare dà le stesse sensazioni.

Ecco perchè io non credo di avere il “Mal d’Africa” ma credo piuttosto di avere la necessità di abbandonarmi a spazi immensi, di sentire i profumi, di sentire lingue diverse, di cambiare aria insomma…e passatemi la cosa…urlare ciò che penso senza che gli altri mi capiscano!:-)

In Kenya nel 2009 ero da sola. Sono partita da Milano ed era il mio primo viaggio internazionale così lungo. Laggiù ho incontrato due coppie in viaggio di nozze e ho viaggiato con loro attraverso lo Tsavo est fino all’Amboseli , il grande Parco alle pendici del Kilimangiaro. Quest’anno invece in Kenya ci sono ritornata da sposata e per intraprendere un’esperienza presso la Missione del Cottolengo a Nairobi. Non è comunque mancata l’occasione di raggiungere il Masai Mara, il parco africano per eccellenza: lì tutta la vita scorre secondo le regole della natura e anche le visioni più crude, come un ghepardo che sbrana una gazzella a pochi metri dalla macchina, alla fine non ti turba molto perchè questa è la vita, questa è l’Africa!

Ragazzi ci saranno nuovi post sul Kenya e sui parchi, intanto se avete intenzione di fare un safari in Kenya o Tanzania contattatemi che conosco un’autista speciale che vi puo’ accompagnare per tutto il viaggio. Parola mia!

A presto ragazzi!

Annamaria